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Iniziamo il nostro viaggio
Viviamo in un ambiente oramai tutto
“occupato” sia perché privo di spazi pubblici
(beni comuni
“non strutturati” che permangono nel tempo e che siano
luoghi di relazione ed integrazione e
non siano solo semplici/riduttivi luoghi di passaggio), sia perchè
alcuni luoghi (quelli delle biodiversità, integrazione, cittadinanza
attiva, …) sono “invisibili” ai più.
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Primi
appunti di viaggio - Angela Mary Pazzi
La scuola separata dal sistema locale
non esercita pienamente il suo ruolo educativo, non riesce
a fare vera sensibilizzazione perché da soggetto deterritorializzato,
passivo, separato, non partecipa alla elaborazione delle stategie
e non resiste alla “globalizzazione del nulla”.
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Iniziamo
a documentarci
A dominare le nostre percezioni è
il paesaggio natura-spettacolo, quello dove è assente
il paesaggio degradato e dove non emerge la funzione storico
trasformativa dell’uomo. Questo sguardo va rivoluzionato
perché prescinde da quell’immenso deposito di
saperi, memorie, pratiche collettive che hanno prodotto il
paesaggio storico. |
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La
prima lezione aperta alla cittadinanza - 12
febbraio 2011
La nozione di beni comuni può
costituire il fulcro attorno al quale riannodare politiche
ambientali e politiche sociali. Il terreno adatto su cui tentare
di superare la separazione tra azione per la salvaguardia
della natura e la dignità delle condizioni di esistenza
delle popolazioni umane. Il riconoscimento dei beni comuni
ci permette di avere una visione d’insieme del carattere
sociale e naturale, intrinsecamente unitario, dell’essere
umano e delle relazioni esistenti tra genere umano e il vivente
tutto; da ogni punto di vista filosofico e scientifico (natura
e cultura), economico e sociale (sostenibilità ed equità),
giuridico e politico (regolazione della accessibilità
e giustizia) e storico |
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Laboratori
di ricerca, strumenti e prodotti
Vi sono due motivi legittimi per adottare
nuove tecniche educative. Il primo è che le tecniche
in uso non siano realmente efficaci. Il secondo è che
nel mondo le condizioni stanno significativamente cambiando.
Chi ha la responsabilità di una classe o di una associazione
deve costantemente domandarsi quali siano le intelligenze
più essenziali, a quali si debba dare la priorità
e in che modo sia possibile combinarle all’interno di
una organizzazione, come anche di un singolo cervello |
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